Crescita personaleIn primo piano

Università: sopravvivere senza stress

5 anni di elementari, 3 anni di medie e 5 anni di liceo. In ben 13 anni la scuola ci forma ad affrontare le più grandi sfide della vita… o forse no.

Sin da quando nasciamo nessuno ci insegna come imparare. Può sembrare banale però facciamoci caso, in quanti casi è entrata una persona in classe e ci ha detto “Ciao ragazzi, oggi vi insegno a studiare meglio, da oggi avrete degli strumenti per studiare più velocemente e senza sforzo”.

Del materiale online esiste ma in molti casi sono proprio gli studenti che devono cercarlo e magari non a tutti viene in mente.

Alcuni dei materiali che posso consigliare in ambito universitario sono ad esempio “Metodo universitario”, un libro di due ragazzi che stimo moltissimo.

Voglio invece provare a parlare del mio personale approccio allo studio e vorrei condividere con voi il mio workflow che mi consente di ottenere i risultati che voglio nello studio, avere il tempo di approfondire continui studi extracurriculari, e perchè no, avere anche il tempo per una birra ogni tanto senza un minimo di stress.

Ovviamente le variabili in gioco sono davvero tantissime e sarebbe per me davvero troppo pretenzioso anche solo provare a fornire degli strumenti completi per tutte le esigenze. Ognuno dovrebbe usare un toolkit e una metodologia che costruisce negli anni adattandosi alle proprie esigenze.

Mi sembra giusto dedicare quindi un piccolo paragrafo al mio background anche per far capire brevemente cosa studio.
Amo definirmi uno slashers con competenze trasversali. All’università studio informatica, ma sono un appassionato di marketing, fotografia, finanza personale e più in generale moltissimi argomenti suscitano in me un grande interesse.

Come fare a gestire al meglio la propria vita riducendo lo stress al minimo?
Consiglio numero 1: se fai una qualsiasi cosa senza passione o senza amore, allora il tuo tempo non merita di essere speso in quelle attività. Trova qualcosa che ti piace e risolverai già la prima grande percentuale di problemi.

Vediamo una serie di cose che applico e che mi sento di consigliare a tutti coloro che affrontano lo studio universitario.

Da soli siamo più forti! O forse no…

La prima “tecnica” che consiglio è quella della micro-community (si, più banalmente il gruppo di studio). Sembra un concetto scontato, però magari vale la pena approfondire quali caratteristiche deve avere questo gruppo di persone c’è ti accompagnerà nei prossimi anni.

  • Stesso sistema di valori
    Detta in poche parole… Queste persone dovrebbero starti simpatiche… E magari anche tu dovresti stare simpatico a loro quindi trova delle persone con un sistema di valori simile al tuo. Già il fatto che siete nella stessa facoltà ha un gran vantaggio, ma ciò non significa che andrete per forza d’accordo.
  • Obiettivi in comune
    Le persone con cui deciderai di passare i tuoi studi universitari dovrebbero avere i tuoi stessi obiettivi (ad esempio, laurearsi in tempo, con una buona media, coltivando anche altre passioni etc).. Inutile trovare un semplice gruppo di persone con le quali si sta bene, ma poi non si hanno gli stessi obiettivi.
  • Fissatevi dei tempi
    Questo devi farlo sia da solo, sia in gruppo. È necessario schedulare dei tempi nei quali dire “Ragazzi facciamoci un’oretta di studio su questa roba” e in quell’ora vi dedicate solo a quello. Un trick per aiutare la concentrazione potrebbe essere prendersi 5 minuti prima dello studio magari bevendo un caffè in compagnia e cazzeggiando per poi essere carichi subito dopo.
  • Fissatevi degli obiettivi
    Ognuno ha i suoi tempi ed è giusto che ognuno dia gli esami quando più si sente pronto, su questo non si discute. Potrebbe però essere una buona idea darsi degli obiettivi iniziali dove tutto il gruppo prova a progredire di pari passo, senza lasciare nessuno indietro (ovviamente questa regola è fluida in base alle esigenze)
  • //TODO: Add other things here

Come ogni cosa questo porta dei pro e dei contro. Vediamoli rapidamente:
Contro:

Se sei il più veloce ad apprendere degli altri potresti trovare in situazioni non equilibrate dove sei continuamente tu a spiegare agli altri e non hai un vero miglioramento
In gruppo solitamente si perde più tempo per cazzeggiare
Pro:
Qualora serva un informazione, basterà chiedere al gruppo per avere una risposta rapida in poco tempo. Questo nel lungo periodo fa risparmiare ore ed è davvero un gran vantaggio
In gruppo si vive di più l’esperienza universitaria e un gruppo affiatato lo rimane anche al di fuori delle aule
In gruppo il percorso di studio è più chiaro, e qualora qualcosa ti fosse sfuggito, non dovrai fare altro che chiedere un chiarimento

La cosa più difficile i primi tempi potrebbe essere effettivamente trovare delle persone con le quali ci si trova bene e magari superare anche un po’ di imbarazzo. Una volta passata questa fase però i benefici sul lungo termine sono assicurati.

Identikit del professore: conosci il tuo avversario

(in generale questo è un’applicazione dell’approccio information driven)

Nel libro “L’arte della guerra” uno dei consigli principali è “conosci prima il tuo avversario”.

Ok, il professore non sarà un vero e proprio avversario, ma ehi, il titolo mi piaceva quindi lo lascio così.

Tornando un attimo seri, pensiamoci, passeremo 4 mesi (o più) della nostra vita con questa persona che non sarà solo incaricata di darci delle informazioni, ma anche di verificare quali di queste informazioni abbiamo recepito e se siamo pronti a continuare il nostro percorso di studi o meno.

Recuperare delle informazioni sui docenti che ci terranno i corsi è di vitale importanza. Potremmo capire il loro carattere, quali sono gli argomenti che chiedono di più in sede d’esame, quali sono le cose che vogliono sapere meglio. Addirittura possiamo conoscere il loro metodo d’insegnamento e adattare il nostro metodo di studio rispetto al loro.

Dove trovare queste info? Semplice, nell’80% dei casi ci basterà chiedere ad un nostro compagno di corso che è un anno avanti a noi, ed in un’’altro 15% dei casi possiamo fare qualche ricerca chiedendo nei vari gruppi, capendo dove il docente insegnava prima e poi chiedendo ai suoi ex studenti.

Un consiglio spesso sottovalutato è quello di non fermarsi ad un’unica fonte. Se vogliamo essere sicuri dobbiamo fare le nostre domande ad almeno 5 soggetti eterogenei. Fatto ciò possiamo fare un match tra tutti i dati raccolti e ricavarne così le nostre preziose informazioni.

Può sembrare una perdita di tempo, ma da grandissimi aiuti, soprattutto quando abbiamo difficoltà con un esame, magari scopriamo che all’orale il prof fa sempre le stesse domande, e preparandoci su quelle avremo ottime probabilità di scamparla liscia.

Ovviamente lo stesso discorso è valido per tutte le persone che dovranno lavorare con te per superare l’esame: assistenti, collaboratori del prof etc

Legge di Pareto, vale anche in contesto universitario?

Quando ero al liceo, pur di imparare a programmare e dare la priorità alle mie passioni usavo la legge di Pareto e tutto funzionava a meraviglia… In università purtroppo le cose cambiano un po’.

Per chi non la conoscesse, possiamo riassumere la legge di Pareto così: l’80% del risultato, è dato dal 20% dello sforzo.

In ambiente scolastico io lo traducevo con: l’80% del voto è dato dal 20% delle info più importanti (in realtà facevo 70-30, ma il concetto è quello).

In università purtroppo questo concetto non mi aiuta, quantomeno nello studio, ma posso usarlo per moltissimi altri aspetti della mia vita. Ad esempio posso applicare la legge di pareto nel rapporto con i clienti (faccio anche dei lavori da freelance ogni tanto). Posso anche utilizzarla per ridurre lo spreco di tempo, oppure ridurre il tempo sui social.

In linea di massima, anche se almeno per la mia esperienza, non è molto utile in università, sarà sicuramente utile in altre attività non strettamente legate e ci sarà ugualmente un risultato positivo in termini di tempo.

 

Strumenti e tool come protesi per lo studio: bastano solo carta e penna?

Qui sotto elenco una lista di tool che io stesso uso e che in molti conoscono. Questi strumenti, usati singolarmente possono aiutare, ma se usati insieme danno davvero grandissimi risultati!

Google ci offre un’ottima suite gratuita di strumenti che ci consentiranno di tenere tutto il nostro materiale in perfetto ordine.

Keep -> un tacquino che ci consente di archiviare le note
Calendar -> Uno dei migliori calendari in circolazione
Task -> Un gestore di task semplicissimo da utilizzare ma abbastanza completo
Drive -> Un archivio gratuito in cloud
Fogli -> Un editor di testo integrato in drive

Mi permetto di segnalare anche Trello per la gestione di progetti di team e Canva per realizzare grafiche senza alcuna conoscenza tecnica.

Grazie a questi strumenti possiamo davvero fare tanto se sappiamo come utilizzarli. Ovviamente ognuno di noi può decidere se utilizzare carta e penna, oppure un pc. Ognuno ha il proprio setup preferito, ma a mio parere bisogna provare almeno 2 o 3 setup prima di scegliere quello con cui ci si trova meglio.

Nel mio caso a partire dai prossimi corsi userò solo lo smartphone con tastiera esterna connessa wireless. Tutto molto semplice e leggero. Fino ad ora utilizzavo un vecchio notebook che aggiungeva un gran peso in borsa.

La continua sperimentazione ci consentirà di arrivare in poco tempo a quello che secondo il nostro metodo di studio è il miglior modo di combinare diversi strumenti (sia online che offline)

 

Tecniche di memorizzazione

Sin da piccoli ci vengono insegnate molte cose: a leggere, a scrivere, a cantare, a suonare l’ukulele a testa in giù, e un sacco di altre cose che ci torneranno comode per il resto della nostra vita.

Dopo il primo semestre del mio primo anno universitario mi sono regalato un libro di psicologia generale, da lì ho studiato come funziona la nostra memoria e mi sono imbattuto in alcune tecniche di memorizzazione che fanno di noi praticamente dei supereroi!

Si, non è tutto rosa e fiori, ovviamente ci vuole un po’ di allenamento ma ne vale certamente la pena.

Sicuramente non sono la persona migliore per spiegare tecniche di memorizzazione, quindi mi limito a lasciare un mio feedback personale: funzionano, caspita se funzionano! Ma allora perchè non le usano tutti? La mia ipotesi è che visto che non ci vengono insegnate in età scolare, non fanno quindi parte di noi sin da piccoli e in molti casi entriamo a contatto con queste tecniche ad un’età in cui solitamente non usciamo dalla nostra comfort zone.

Ecco qualche link utile:

Tecniche di memorizzazione: ecco quali sono e cosa devi sapere


https://www.efficacemente.com

 

Questi erano solo alcuni dei componenti del mio framework di studio, personalmente utilizzo molti trick per risparmiare tempo, ridurre i tempi morti etc. Lo scopo di questo post però è quello di fornire un metodo di pensare. Una volta capito come vedere le cose nel modo giusto, ognuno di noi sarà capace di creare/trovare una serie di tecniche anche molto semplici che gli rendono la vita più facile.

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